Autostima: cos'è e cosa non è
- dottoressafacchin

- 23 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Non c’è mai stato un periodo storico in cui si sia mai parlato di autostima quanto oggi. Libri di autoaiuto, feed di Instagram, podcast, televisione e, di riflesso, l’intera narrazione di sottofondo della nostra società sono saturate dal “credere in noi stessi”, dal “self-love” e dal “ricercare sempre la versione migliore di noi”. Eppure, sembra che il senso di inadeguatezza stia toccando i massimi storici, soprattutto tra i più giovani.
Questo paradosso forse può essere spiegato dal fatto che la concezione che abbiamo di autostima è stata snaturata, ha perso il suo reale significato.
Cos'è davvero l'autostima? E, soprattutto, cosa non è?
L’autostima è un concetto psicologico molto complesso e tanti hanno cercato di definirlo nel corso degli anni, anche se sembra in realtà più semplice definire cosa non è.
L’autostima non è il narcisismo di credersi e/o comportarsi come se si fosse migliori degli altri e non è l’arroganza del credere di non avere difetti; l'autostima non è pensare di essere meglio degli altri, e non è non avere bisogno di paragonarsi a nessuno.
Instagram, Tik Tok e tutti i social media in generale ci spronano a tendere continuamente verso la “versione migliore di noi stessi”, un messaggio che sembra essere molto positivo ma che in realtà nasconde una trappola al suo interno: ci fa pensare che potremo essere felici, potremo avere fiducia e stima in noi, ma solo quando ci saremo migliorati, come se ora non lo meritassimo. E invece no! L’autostima non è legata esclusivamente alla performance, ai risultati e al successo; non è un traguardo condizionato (“avrò una buona autostima quando avrò quel lavoro, quando avrò successo o quando avrò perso quei chili...”). La valutazione che facciamo di noi stessi in base alla nostra capacità in ambiti importanti della nostra vita, e quindi ai nostri successi e fallimenti, si chiama autoefficacia, ed è differente dall’autostima. È importante non confonderle, perchè se lego il mio valore solo ai miei successi la valutazione che farò di me sarà una montagna russa destinata a crollare in basso ad ogni fallimento.
E allora cosa è l’autostima?
L’autostima di una persona è la valutazione globale del proprio valore che si è costruita nel corso degli anni, definisce quanto una persona si sente degna di valore, capace, meritevole di rispetto e soddisatta, indipendentemente da successi o fallimenti momentanei. Significa conoscere i propri punti di forza e i propri limiti, accettarsi in modo realistico, avere fiducia nella propria capacità di affrontare le difficoltà.
Nella vita l'autostima sembra davvero fare la differenza: aiuta ad apprezzare gli eventi positivi e ad affrontare quelli più problematici, sostiene la propria crescita, favorisce l’accettazione di sè e delle proprie emozioni, previene l’insorgere di disturbi a livello psicologico e fisico e favorisce il benessere.
Come si costruisce?
L'autostima si forma dal confronto tra il sé reale (ciò che siamo) e il sé ideale (ciò che vorremmo essere). Una grande discrepanza tra i due riduce la stima di sé. Il sé ideale può stimolare la crescita, ma se troppo lontano dal reale genera insoddisfazione.
L'alta autostima deriva da una piccola differenza tra i due sé. Permette di riconoscere pregi e difetti, impegnarsi per migliorare e valorizzare i propri punti di forza, portando a maggiore autonomia, fiducia e perseveranza. Chi ha un'alta autostima relativizza gli insuccessi e si impegna in nuove sfide.
Al contrario, la bassa autostima può poi sfociare in disinteresse, demotivazione e scarsa partecipazione. Si riconoscono solo le debolezze, ignorando i punti di forza. Chi ne soffre è più vulnerabile, meno autonomo, si arrende facilmente di fronte alle difficoltà o alle critiche e fatica a superare delusioni e amarezze legate agli insuccessi.
Non aiuta nella costruzione della stima di sé l'illusione dei social media in cui confrontiamo il nostro dietro le quinte con il palcoscenico delle persone intorno a noi: essere consapevoli di questa distorsione è fondamentale per non cadere nel tranello del continuo giudizio negativo di noi stessi.
In conclusione, l’autostima non è un punto di arrivo, un traguardo in cui finalmente ci sentiremo "perfetti", ma un processo, la capacità di guardarci dentro e poter dire: "Certo, sono imperfetto, ma sono abbastanza".
Spesso siamo i critici più feroci di noi stessi, il primo passo per stare bene è prendere consapevolezza delle nostre critiche ed aspettative infondate, e iniziare a trattarci con gentilezza nei momenti più delicati, ascoltare veramente i nostri bisogni e comprendere che siamo sempre un lavoro in corso, degno sempre e comunque di amore e rispetto. L'autostima non è costante, oscilla. L'obiettivo non è sentirsi sempre sicuri, ma non abbandonarsi quando ci si sente fragili.



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